CORSO VIDEOSORVEGLIANZA FOR DUMMIES

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Corso e guida introduttiva ai moderni sistemi videosorveglianza - parte prima

  Videosorveglianza: cerchiamo di capirne di più e per meglio districarci tra le tante offerte ed evitare di incorrere in “fregature”  





Introduzione alla videosorveglianza

corso e guida introduttiva alla videosorveglianza  Oggi si discute sempre più frequentemente di sicurezza  pubblica e privata e quindi della opportunità di installare un moderno impianto di videosorveglianza Oggi la necessità di dovere garantire la sicurezza sia in luoghi pubblici che residenziali è divenuta una esigenza sempre più sentita da tutti noi. In questi ultimi tempi sui giornali, in televisione e sulla ree, si assiste ad un crescente e pressante eco mediatico, dove si riporta con particolare enfasi di svariati fatti di cronaca più o meno gravi, dove la videosorveglianza elettronica ha permesso di prevenire e talvolta di sventare fatti delittuosi, divenendo in certi contesti anche un aiuto importante alle indagini della polizia giudiziaria.

Le applicazioni possibili dei sistemi di videosorveglianza sono molteplici, si va dal modesto impianto privato costituito da in genere da una fino ad un massimo di quattro telecamere, che in genere viene installato in piccoli appartamenti, villette residenziali,  piccole attività commerciali, studi professionali, fino ad arrivare ai medi e grandi impianti a partire da sei fino ed oltre sedici telecamere di videosorveglianza, che in genere ritroviamo nei magazzini della media e grande distribuzione, negli istituti bancari, nelle gioiellerie, etc.  






Evoluzione e storia delle tecnologie applicate alla Videosorveglianza :

moderne tecnologie applicate alla videosorveglianza
Non molti anni fa, installare un sistema di videosorveglianza era praticamente un lusso riservato solo per pochi facoltosi, e in particolare per le grosse aziende che rientravano tra i pochi soggetti che potevano permetterselo. La vecchia tecnologia allora produceva prodotti molto costosi e anche particolarmente complicati da utilizzare. Quindi  in quegli anni i sistemi di videosorveglianza ebbero una scarsa diffusione, con la conseguenza che i prezzi rimasero per lungo tempo inaccessibili già a partire dai clienti di medie dimensioni.

Questo fatto dipendeva dalla scarsa efficacia della tecnologia di quegli anni che risultava ancora inadeguata alla produzione di massa di apparecchiature caratterizzate da buone prestazioni generali, facilità d'utilizzo, e sopratutto dal prezzo accessibile anche all'utente medio. Inoltre le prestazioni degli apparati di quel tempo risultavano molto modeste,  anche se le paoniamo a quelle digitali di classe particolarmente economica dei nostri giorni . Innanzi tutto la tecnica di  trasmissione, registrazione e visualizzazione delle immagini era completamente analogica, pertanto difficilmente i normali concentratori video erano in grado visualizzare e sopratutto registrare le immagini di più telecamere contemporaneamente mantenendo nello stesso tempo un livello di risoluzione accettabile.

Inoltre non essendo ancora diffusa la rete internet. la trasmissione a distanza delle riprese poteva avvenire solo su costosissimi canali radio dedicati, oppure, bisognava affittare dalla società telefonica costosi canali di trasmissione dedicati su cavo, che in genere sfruttavano la tecnologia analogica FDM e in seguito la più efficace tecnica di campionamento e trasmissione digitale dei segnali, meglio conosciuta come tecnologia PCM.

La tecnologia di trasmissione digitale delle immagini progrediva rapidamente, e inizialmente prima dell'avvento di internet, divenne possibile inviare le immagini su costosissimi canali digitali che normalmente venivano affittati direttamente dal gestore unico di telefonia dell'epoca, quindi allocati su apparati multiplex PCM (testate canali) interconnessi tra loro tramite cavi coassiali a larga banda 2MB 34MB etc.

In Italia già negli anni ’70 la videosorveglianza era diffusa sopratutto nelle banche che si servivano di costosissime linee dedicate a divisione di frequenza (FDM). In seguito la rivoluzione tecnologica di fine anni ’80 fece intravedere ad un’utenza più vasta le potenzialità degli impianti TVCC, mentre le nuove situazioni sociali e lo sviluppo economico del paese degli anni ’90 crearono una maggiore esigenza di sicurezza per la quale seguì sempre più spesso l’uso di telecamere, monitor e videoregistratori. L’ambito applicativo di queste soluzioni aumentò progressivamente, arrivando a coprire aree di operatività sempre più vaste (dalla protezione di struttura private e più in generale di svariate aree urbane a in particolare di siti ad alto rischio, situazione che portò di conseguenza anche il coinvolgimento di professionalità diverse.

Nei giorni nostri L’avvento delle moderne tecnologie digitali, la delocalizzazione della produzione in paesi con basso costo della mano d'opera come la Cina, la disponibilità di sofisticati e innovativi sistemi di cattura delle immagini (sensori CMOS e CCD), favorirono la seconda e più grande rivoluzione nella produzione soluzioni di videosorveglianza, permettendo di ridefinire nuove e rivoluzionarie apparecchiature digitali, caratterizzate da elevate prestazioni, e nel contempo anche da un costo moderato che ne ha reso possibile la grande diffusione che oggi conosciamo.


I moderni kit di videosorveglianza

 In questi ultimo decennio si è affermato sempre più il concetto commerciale di "kit videosorveglianza", noi stessi in questo sito da parecchi anni già proponiamo molte di queste soluzioni "complete" per la sicurezza, in quanto in genere includono tutto o quasi il necessario per installare un impianto di videosorveglianza. Precisiamo che in genere sono inclusi i componenti attivi che fanno parte del sistema, ovvero, le telecamere videosorveglianza con le relative staffe e gli alimentatori da rete elettrica a 220V, il videoregistratore digitale che registra i flussi video di più telecamere contemporaneamente e nello stesso tempo ne consente la supervisione remota via internet, Questo dispositivo è il cuore dell'impianto di videosorveglianza, usualmente viene chiamato "network dvr", ed è anche corredato di uno o più dischi fissi (hard disk) che rendono disponibile al dvr la memoria fisica dove effettivamente i filmati sono salvati in tempo reale.



Le moderne Telecamere videosorveglianza

le telecamere videosorveglianza

Le telecamere di videosorveglianza si differenziano per la tipologia di impiego per cui sono state progettate e per la  particolare tecnologia impiegata per nella generazione delle immagini. Particolare importanza riveste la modalità di trasmissione del flusso video, che può essere inoltrato per mezzo di un comune cavo coassiale come nel caso delle telecamere convenzionali a bassa definizione che generano un segnale di tipo videocomposito, ed anche per le recentissime telecamere AHD e HDCVI in alta definizione, invece nel caso si tratti di telecamere ip che siano indifferentemente in bassa o in alta definizione, si utilizza il cavo Lan normalmente impiegato nelle reti IP di computer, che dentro la guaina esterna include ben 4 coppie di doppino intrecciato che permette la trasmissione bilanciata dei segnali digitali fino ad una distanza massima di 100 metri circa. 



I sensori di immagine delle telecamere videosorveglianza

sensore di immagine tipo CCD


I sensori di immagine impiegati nelle telecamere videosorveglianza si suddividono in tre famiglie:

- Il Sensore di tipo CCD, 
una volta era addirittura considerato il migliore in assoluto per la sua grande sensibilità, il basso rumore, e la elevata resa  cromatica, consiste  in  un circuito integrato di silicio drogato in modo opportuno formato  da  più righe e più colonne fino a costituire una  vera e propria matrice di  elementi  semiconduttori che  trasformano  le   immagini di luce in segnali elettrici, che una volta che sono opportunamente trattati possono essere così riprodotti direttamente su di un monitor oppure anche trasmessi su vari mezzi trasmissivi analogici  e digitali.

La tecnologia CCD fino a qualche anno fa era migliore disponibile per  la ripresa  di  immagini  a  colori e con una buona risoluzione.  i sensori CCD possono avere risoluzioni fino ed oltre  le 800 Linee, ma per motivi di costo, le telecamere piu commerciali montano CCD con risoluzioni  medie  di che in genere spaziano da 420 a 700 Linee orizzontali. Solo i prodotti estremamente professionali montano i più costosi sensori CCD a colori con risoluzioni oltre le700 linee. tipo ad esempio il noto "SONY SUPER HAD CCD II", con una riisoluzione tipica  Linee, ed  una sedi 680 linee e una sensibilità elevata  alla luce di soli 0,01 Lux.


-   Sensori ultra economici di tipo CMOS       
sono caratterizzati da una bassa sensibilità alla luce, un basso rapporto segnale /rumore,  risultano sensibili alle alte temperature, ed hanno la tendenza a generare immagini poco definite e spesso anche con i colori alterati con tendenza al verde.


-   Nuovi Sensori CMOS di ultima generazione con tecnologia CCIQ       
sono caratterizzati da un costo abbastanza contenuto e prestazioni che oggi sono divenute addirittura superiori a quello dei sensori CCD in quanto sfruttano la nuova e innovativa tecnologia Challenge CCD Image Quality. Le risoluzioni che possono esprimere possono andare ben oltre le ormai insignificanti 700 linee, ci sono modelli che possono esprimere sensibilità elevaissime al pari dei sensori CCD ma con risoluzioni superiori ai 5.000.000 di pixel, cioè oltre10 volte superiori ad una normale telecamera da 1000 linee





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